Midterm, venti forti da giù/ 1
West Virginia
Stato repubblicano negli anni successivi alla sua secessione dalla Virginia (1861), il Mountain State si allinea alla coalizione rooseveltiana durante la Grande depressione, grazie anche alla fortissima presenza degli United Miner Workers. Dagli anni Trenta, elegge quasi esclusivamente candidati democratici al Senato e alla Camera, anche se negli ultimi decenni si è spostato decisamente in campo repubblicano a livello presidenziale. di Larry Silverbud
17 AGO 20

Stato repubblicano negli anni successivi alla sua secessione dalla Virginia (1861), il Mountain State si allinea alla coalizione rooseveltiana durante la Grande depressione, grazie anche alla fortissima presenza degli United Miner Workers. Dagli anni Trenta, elegge quasi esclusivamente candidati democratici al Senato e alla Camera, anche se negli ultimi decenni si è spostato decisamente in campo repubblicano a livello presidenziale.
Nel 2010, la sfida più appassionante è quella per il seggio del Senato lasciato libero dalla morte di Robert Byrd.
Nel 2010, la sfida più appassionante è quella per il seggio del Senato lasciato libero dalla morte di Robert Byrd.
A sfidarsi sono il popolarissimo governatore democratico Joe Manchin, un social conservative che bene si adatta all’istinto ideologico del West Virginia, e l’imprenditore repubblicano John Raese. All’inizio sembrava una vittoria facile per Manchin, ma nell’ultimo mese i sondaggi hanno descritto una vigorosa rimonta di Raese. E adesso il Gop crede al “miracolo”. Per gli analisti, al momento, la corsa è un toss-up puro. Buone possibilità di pick-up, per i repubblicani, anche nel 1° distretto (open) della Camera con David McKinley.
di Larry Silverbud